CHIESA DI SANTA MARIA FORMOSA
La chiesa di S. Maria Formosa fu, secondo la tradizione, una delle prime otto che sorsero nella laguna veneta.
Venne fondata dal santo vescovo Magno, al quale apparve la vergine Maria in forma di bellissima matrona (ecco il perché dell’attributo ”formosa”), che gli ordinò di erigere un tempio là dove avesse visto fermarsi una nuvola bianca.
Si tratta della prima chiesa veneziana concepita e tutta realizzata in accordo con gli ideali rinascimentali, nella seconda metà del XV secolo, quando l’antica struttura dava gravi segni di deperimento. L’incarico venne affidato a Mauro Codussi, che ne fece il capolavoro della sua maturità.
La struttura interna della chiesa è estremamente interessante: la pianta è a croce latina innestata su quella greca originaria; i bracci, quasi uguali, sono ricoperti da volte a crociera e una cupola chiude la loro intersezione. La grande impressione di equilibrio ed armonia data dalla splendida struttura è fortemente accentuata anche dalla scelta cromatica: le pareti sono intonacate di bianco e profilate di pietra d’Istria. La navata centrale è fiancheggiata da altre minori con profonde cappelle. Solo il presbiterio e le due cappelle laterali presentano absidi semicircolari.
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A sinistra del portale, che da sul campo (1), la Madonna di Lepanto antichissima icona bizantina. Nella prima cappella della navata destra (2), l’altare marmoreo racchiude il trittico della misericordia di Bartolomeo Vivarini sec. XV), recentemente restaurato. Nella seconda cappella a destra (3), tela di Jacopo Palma il Giovane (fine sec. XVI – inizi sec. XVII) raffigurante la Pietà. Nella parete destra del transetto, sopra la bifora (4), si trova L’Ultima cena di Leandro Bassano (fine sec. XVI – inizi sec. XVII). Nella parete sinistra del transetto, la cappella della Scuola dei Bombardieri (5), con il Polittico di S. Barbara di Jacopo Palma il Vecchio inizi sec. XVI).Nel presbiterio (6),dietro l’altare maggiore, Allegoria della fondazione della Chiesa di Giulia Lama (sec. XVIII).
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